Pediatraverso, primo contatto

Pediatraverso, primo contatto

Ci sono teorie sugli universi paralleli incredibilmente affascinanti e complesse.

Per fortuna ci sono anche universi che è facile visitare, sono dietro una porta e nonostante questo facile accesso, le incredibili peculiarità e le stranezze degli indigeni riescono a lasciarci stupefatti.

Questo è il resoconto della mia prima visita nell’universo parallelo della mia pediatra, più specificatamente nel pianeta Saladattesa e, soprattutto, dei suoi abitanti.

Preciso che scrivo dopo un sacco di tempo, aiutato da una banale annotazione scritta al volo sul cellulare che (per completezza) riporterò alla fine.

I primi personaggi di cui vi racconto sono apparentemente un classico: madre e figlio. La madre alta e di una magrezza androgina che corre continuamente per tutto lo studio rincorrendo un vivace bimbo in tuta blu di circa 6 anni. Visto il continuo correre dei due non mi sono potuto esimere dal notare l’estrema somiglianza fra i due: stesso stile (anche la madre in tenuta sportiva), stesso viso, stessa forma longilinea, stessi capelli a caschetto. Stemata dal correre la mamma esclama “ora basta, Giasmi, fermati!”. Mi chiedo come fa un bimbo a chiamarsi Giasmi, ma Giasmi si ferma e nei pochi secondi di stasi lo noto: nella tuta c’è stampata Hello Kitty e le scarpe di Giasmi sono rosse. Insomma Giasmi, questo bimbo con un nome che somiglia ad uno femminile (più precisamente un nome da letterina di Colpo Grosso) e con dei vestiti vagamente femminili… bè forse è femmina!

Fermandosi Giasmi abbiamo notato che la scia che lo/la seguiva continuava a muoversi. Non era un’illusione ottica causata dalla velocità, ma un altro manipolo di pesti di varie dimensioni. Mi chiedo se questi bambini sono così quando stanno male, come faranno quando sono in piena forma? No, decisamente questi bambini non sono abbastanza malati.

Fra i tanti cuccioli di peste bubbonica spiccava Emy una bellissima bimba  dai boccoloni biondi dell’apparente età di 3 anni i cui familiari occupavano mezza sala d’attesa: oltre alla pupa c’era un bimbo di circa 10 anni, ed una signora sui 30 con un neonato in braccio. Questi bambini semplicemente non riuscivano a stare fermi un istante nonostante le continue riprese della madre prima verbali e poi -purtroppo- fisiche passando da non chiarissime minacce di sodomia. Ad un certo punto la mamma trentenne minaccia il ragazzino: “ora chiamo la mamma!”. Telefona e dopo un po’ arriva una signora sui 50 anni che è la madre della trentenne e del decenne. Cioè Emy stava giocando con suo zio! Una visita pediatrica con di generazioni!

droopyNel caos è capitato anche di vedere un bimbo alto quasi un metro che la madre spacciava per un neonato di sei mesi. Altre mamme arrivavano come se dovessero andare in discoteca, truccate da vamp, magliette ultraaderenti e pantaloni a vita decisamente troppo bassa che mostravano più di quanto chiunque volesse vedere. All’opposto c’era la mamma che parlava come Droopy, il personaggio di Hanna & Barbera. Ovviamente non mancano i soliti discorsi, quelli che ormai sono così clichè che li fanno solo nelle gag dei cabaret e invece stavolta lo dicevano sul serio: non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio e tutto il repertorio di luoghi comuni.

Fra le chiacchiere da sala d’attesa veniamo a scoprire che ogni tre pazienti può entrare un “collaboratore scientifico”. Penso che la dottoressa sta cercando un infermiere specializzato o qualcosa del genere, ma poi capisco che parlavano degli “informatori scientifici”.

Nella giostra di cambi di posto mi sono trovato accanto a due ragazzini che parlavano di videogames e mi sono divertito ad ascoltarli per ricredermi subito: non erano videogiocatori, ma dei religiosi estremisti della pleistescion. Io sono il PS1 tuo. Non avrai altra consolle al di fuori di sony. Insomma dei veri bampa PS.

L’attesa non è stata breve ed ho avuto anche il tempo di guardare i muri letteralmente tappezzati di annunci di vario tipo rendendo l’intera stanza una vera e propria bacheca a 4 pareti. Oltre ai normali avvisi burocratici, alle informative interne burocratiche ed alle minacciose locandine sui pericoli di stare seduti ad un’angolatura non perfettamente perpendicolare alla linea d’orizzonte che è meglio se cammini con una livella cucita addosso, dicevo oltre tutto questo i muri erano pieni di annunci di lavoro: 8 medici specializzati in almeno una trentina di branche diverse, una infermiera che minaccia di venirmi a fare le iniezioni fino a casa, una neolaureata che si prostituisce come doposcuola, e persino una sarta che avrebbe dovuto cucire prima le mani di tutti i precedenti così da evitarmi lo strazio di leggere tutto quanto.

Comunque il pupo sta benone e cresce tantissimo. La mamma sta un po’ meno bene, ma ci stiamo lavorando sopra 😉

Come vi avevo promesso (o minacciato) prima, ecco la nota originale del cellulare 😀

1a visita dal pediatra: Giasmi androgina, Emy iperattiva, gigante di 6 mesi, visita trigenerazionale, bampa PS1, collaboratori scientifici, mamme a vita troppo bassa, soliti discorsi, bambini non abbastanza malati, minacce di sodomia, mamma drupi, muri bacheca, annunci: 8 dottore, 1 infermiera, 1 doposcuola, 1 sarta?

2 commenti

Ivana Scritto il19:06 - 21 Febbraio 2009

ahahha anche io me li annoto così… 😀

La Leopardessa Scritto il19:25 - 21 Febbraio 2009

Posso testimoniare, è tutto tremendamente vero 😀
Tra l’altro, durante l’app.to con la pediatra di questa settimana, c’era di nuovo GIASMI (con i capelli a pulcino e le basette sempre più lunghe) con la mamma, la quale per tutto il tempo, senza dire una sola parola in italiano corrente, si è lamentata di quanto poco la scuola insegni ai bambini… a proposito di luoghi comuni!!! 😉

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