Droga virtuale, bufala reale

Droga virtuale, bufala reale

Si chiama i-doser ed è sempre più argomento di conversazione in rete e fuori. La chiamano “nuova droga virtuale” e prevedono scenari disastrosi a causa dell’abuso di questo nuovo stupefacente, unico nel suo genere.

Sì, unico perché a differenza delle altre droghe questa si può facilmente scaricare da internet. Si tratta di comuni file MP3 da ascoltare in cuffia che riproducono una sequenza di suoni tale da indurre nel cervello uno stato di alterazione simile a quello delle droghe chimiche.

L’allarme è stato lanciato in Italia da TGCom, in un articolo (potete leggerlo qui) che lascia quantomeno perplessi, articolo comunque ampiamente commentato dal cacciabufale Paolo Attivissimo.

Io non voglio ripetere quanto già scritto e mi sono preso la briga di cercare le radici di questa notizia. La giornalista del TGCom ci spiega che questo fenomeno è nato in USA e si sta espandendo in Europa partendo dalla Spagna. Con Google come strumento d’indagine mi metto sulle tracce di i-doser pronto a sporcarmi le mani infiltrandomi nei bassifondi del web.

Molto candidamente uno dei primi link che trovo è quello dell’azienda I-Doser (ho tolto il link perchè “non si sa mai”), che pubblicizza e vende quello che stavo cercando. L’azienda vende i CD audio ed i pack di MP3 attraverso lulu.com, noto portale internazionale dedicato alla pubblicazione e distribuzione di libri e musica. Sempre sul sito è disponibile per il download il software per PC Windows per ascoltare i brani (due sono inclusi nel pacchetto, altri 4 sono scaricabili gratuitamente registrandosi in diverse aree del sito),  il software è opensource (utilizza SBaGen, un componente in GPL2 per la riproduzione di suoni binaurali) ed è distribuito tramite C-Net. C’è addirittura la possibilità di provare una dose online su un comodo player in flash. Tutto sembra molto chiaro e pulito. Anche troppo rispetto a quello che mi aspettavo.

Ascoltati al volo con gli speaker del PC sembrano delle normali musiche atmosphere-newage con uno strano suono in sottofondo. Leggo le FAQ per provare a capire il funzionamento. Sinteticamente I-Doser si basa sui già citati battimenti binaurali, per funzionare necessita delle cuffie, non hanno particolari controindicazioni e promette di raggiungere stati alterati attraverso la sincronizzazione delle onde neurali.

Approfondiamo un po’ l’argomento dei battimenti binaurali.

Innanzitutto una puntualizzazione terminologica: non chiamiamoli erroneamente bineurali perchè non c’entrano nulla con l’apparato neurale, ma sono bin-aurali (letteralmente “due orecchie”), che è un sinonimo di stereofonici. Si può anche scrivere biaurali o biauricolari. Il battimento in fisica è il fenomeno d’interferenza prodotto da due treni d’onda di frequenza poco diversa. Qui potete leggere una spiegazione fisica del fenomeno. In soldoni ascoltando contemporaneamente due suoni con frequenza simile (per esempio 50Hz e 40Hz) il cervello ne genera una terza creata dalla differenza delle due frequenze originarie (nell’esempio 10Hz). L’orecchio umano può ascoltare solo suoni compresi fra i 20 e i 20000Hz. A frequenze minori di 20Hz  abbiamo gli infrasuoni, oltre i 20000Hz  ci sono gli ultrasuoni. Sfruttando il battimento questo modo si possono trasmettere indirettamente al cervello infrasuoni fisicamente non percepibili.

Come molti sanno il nostro cervello funziona grazie ad un sistema di onde elettromagnetiche a bassa frequenza. Su wikipedia trovate i diversi tipi di Onde Cerebrali ed i relativi range di frequenza.

Questi i fatti. Da qui in poi si parla di pura teoria.

Da anni si suppone che, confezionando appositamente dei battimenti binaurali per produrre delle onde sonore di frequenza abbastanza bassa, si possano influenzare  se non sincronizzare le onde cerebrali per alterare lo stato mentale inducendo il cervello in uno stato di simile all’ipnosi (onde Alfa, Teta e Delta).

In periodi precedenti si imputava a determinati gruppi o generi musicali (prima il rock, poi la techno) di sfruttare queste tecniche di manipolazione per traviare i poveri giovani fan che ne risultavano stravolti ed irriconoscibili.Oggi sappiamo bene che in quei conflitti generazionali c’entrava poco la musica dei Beatles.

I-Doser riprende questa vecchia teoria, la condisce con della musica di sottofondo a tema e prova a vederla in maniera assolutamente trasparente. Appena avrò il tempo di provarla vi farò sapere anche se e come funziona, ma lasciatemi esprimere la mia perplessità.

Uno dei requisiti di I-Doser, richiesti nelle modalità d’utilizzo, è di sdraiarsi, chiudere gli occhi e rilassarsi; queste sono azioni che già predispongono il cervello all’abbassamento della frequenza cerebrale portandolo a funzionare naturalmente a frequenza Alfa (stato di relax vigile). Ovviamente in questo stato la qualità delle nostre percezioni è ridotta. Se aggiungiamo l’effetto della suggestione si può supporre una percezione esagerata si un senso di relax altrimenti normale.

Online si leggono sempre più frequentemente testimonianze positive di ex-scettici che hanno cambiato idea dopo averlo provato. Qualcuno scrive di “dosi” che funzionano meglio di altre, di persone più o meno sensibili. Non ho trovato nessuno che si sia sentito male, al massimo qualcuno infastidito dal suono di sottofondo.

Che funzioni o no, scordatevi i pusher virtuali, non dovrete infilarvi fra i cunicoli del web nè temere che la vostra dose virtuale sia stata “tagliata male”. Ascoltare I-Doser non porta alla dipendenza più di quando lo faccia il rumore degli alberi. Non c’è niente che faccia pensare che l’utilizzo o la vendita di questi brani sia illegale, anzi semra chiaro l’assoluta trasparenza e legalità dell’operazione. Il virgolettato della giornalista  del TGCom che parla di allarmismi e loschi affari è a nome del Col. Umberto Rapetto il quale sembra essere un luminare delle Fiamme Gialle nel campo delle frodi telematiche.

Eppure non capisco perchè mai un utente i-doser dovrebbe cercare un’altra dose presso criminali se può comprarla legalmente oppure scaricarla gratuitamente dai circuiti P2P? Una volta venuti in possesso di un brano se ne può fruire quanto e quando si vuole, non  si consuma, quindi non è necessario cercarne nuovi a meno di voler cambiare musica. Ma anche in questo caso il download è a portata di mouse.

Sicuramente opinabile è la scelta dei nomi dei brani che replicano quello delle sostanze di cui vantano gli effetti. Si parla di Marijuana, Pejote, Oppio, Cocaina, Viagra ma anche Estasi, Sonno profondo, Adrenalina, Confidenza e Dieta.

Ribadisco il mio atteggiamento scettico, magari qualche effetto c’è ed è anche piacevole ma dubito che si possa realmente “sballare”.

Come ogni cosa basterà usarlo con intelligenza.

Quello che a me sembra chiaro è invece come una certa parte dell’informazione italiana stia cercando di sfruttare una notizia magari interessante per rilanciare la crociata contro internet e soprattutto contro il peer-to-peer.

1 commento finora

Corrado Scritto il19:33 - 12 Settembre 2008

Ciao, ho scaricato varii tipi di IDoser, ma devo dire di non aver sentito proprio niente…

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