Basilico, profumo d’estate

Foglie di basilicoQualche giorno fa sono andato a comprare le solite verdure dal fruttivendolo vicino casa, quando mi cade l’occhio su una cassetta sulla quale stavano adagiati dei bei mazzetti di basilico.

Ecco, io questa piantina l’adoro. Parlo di quello con le foglie larghe e carnose, che tagliate emanano un profumo unico. Una foglia su un’insalata di pomodorini li trasforma in alta cucina, sminuzzata su una pasta fredda la rende irrinunciabile.

Ebbene, compro i mazzetti di basilico con l’idea di consumarli in fretta fra un pesto alla genovese e come condimenti di qualunque altro pasto. Ma avevo fatto i conti senza il mio lungimirante suocero. In Antonio (questo il suo nome, ciao Antonio!) le piantine hanno subito risvegliato il pollice verde. “Ma queste piantine hanno delle belle radici!” esclamo fiero, “Se le piantiamo viene fuori un bel vaso!”

E così abbiamo fatto. Ho approfittato della sua buona volontà, della sua sapienza ed anche della sua terra per riempire non uno ma bensì due vasi. Una volta piantato il basilico non aveva lo stesso aspetto: i gambi ora sembravano soffrire maggiormente quella gobba che già avevano, ma che in posizione verticale veniva evidenziata.

Nonostante l’acqua vedevo quelle piantine cedere alla calura ed al potente sole siciliano. Memore delle fiduciose parole di Antonio (“il sole le nutre meglio dell’acqua”) non mi sono scoraggiato ed ho proseguito la mia attività di innaffiatore.

Già sabato scorso notavo la rivoluzione: niente più gobbe, foglie verdi, piene e soprattutto TANTE! Ieri sera più che due piantine mi sembravano delle piccole foreste, così giù a potare.

Le mani mi odoravano del sublime aroma e subito mi di è accesa la voglia del pesto, purtroppo mancavano gli altri ingredienti necessari (aglio e pinoli) così abbiamo rimandato a stasera.

La ricetta tradizionale prevede di amalgamare gli ingredienti in un mortaio di marmo (mi raccomando!) con un pestello di legno (necessariamente faggio fiorentino intagliato in settembre) oltre che utilizzare sale grosso, olio ligure, parmigiano e pecorino.

Ora, visti i seguenti fatti:

  • a Rossella non piace il pecorino
  • il sale grosso non ce l’ho
  • l’olio siciliano vale tanto quanto quello ligure (e non dico che è migliore per non offendere i liguri sensibili)
  • ho in casa un robot da cucina che aspettava solo quest’occasione

Dicevo, visti i fatti, ho infilato tutto nel robot ed ho tritato con fantasia e passione, poi ho versato il contenuto sui garganelli appena cotti ed abbiamo mangiato tutto con un’espressione beata.

Ed ancora nell’aria il profumo di basilico ci allieta 😀

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