ubuntu shop

Il bello dell’opensource è che in generale è gratuito e liberamente utilizzabile.

Una cosa ancora più bella è supportare la gente che fa in modo da poter utilizzare un sistema operativo avanzato e tutti i programmi a corredo, meglio se ottenendo qualcosa di materiale.

Così la settimana scorsa ho fatto il mio bell’ordine all’Ubuntu Store.

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Non è stata molto pubblicizzata, ho sentito qualche spot in radio e recuperare due arretrati è stata una piccola disavventura, ma ora è tutta in mano mia. Ringrazio il gruppo La Repubblica/L’Espresso per aver raccolto tutti gli album in studio del grande Fabrizio De André in volumetti che oltre al CD raccolgono libretti che ci raccontano frammenti della sua  storia che aiutano a dare un contesto e un’interpretazione più profonda delle parole e delle scelte musicali.

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Pochissimi ne avranno avuto sentore, ma oggi abbiamo sventato un vero e proprio attacco terroristico nei confronti della rete e della libertà di circolazione dell’informazione sul web.

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DropBox è un servizio online che senza alcun costo mette a disposizione dell’utente registrato 2 gigabyte di spazio come un pendrive però accessibile da internet.

Quello che distingue DropBox da altri servizi simili è la possibilità di installare un semplice software (disponibile per Windows, Linux e Macintosh) che crea una cartella speciale. Tutto quello che mettiamo dentro la cartella andrà automaticamente dentro il nostro contenitore online.

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Ancora non è disponibile in Italia, ma non vedo l’ora che arrivi: l’essiccatore che non potrà mancare nella tua (ma soprattutto nella mia) cucina!

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Decisamente non sono la persona migliore che possa parlare dell’argomento gioco d’azzardo.

Mi sento molto fortunato ad essere quasi impermeabile al fascino della vincita al gioco che -suppongo- sia un fattore chiave per il gioco d’azzardo. Potrei localizzare la fonte di questa impermeabilità nell’osservazione di anni di totocalcio di mio padre senza mai vincere oppure nelle traumetiche partite a carte natalizie fra parenti, ma poco importa. Ormai sono così.

video_pokerDal mio punto di vista è assurdo pensare che ci sono persone che si rovinano in partite a poker, videopoker o nei casinò, che siano fisici sul web. Soprattutto i videopoker non li capisco: manca completamente il fascino del poker, degli sguardi, dell’analisi psicologica degli avversari. Rimane soltanto la voglia di vincere contro una macchina che è programmata per rilasciare una piccola quantità di quello che spilla agli utenti.

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